| L'invenzione
dell'organo a canne viene tradizionalmente ricondotta a Ctesibio di
Alessandria, vissuto nel III secolo a.C..
Grazie ai resti rinvenuti
negli insediamenti romani di Pompei e Budapest ed alle descrizioni
contenute in alcuni scritti di antichi cronisti, ci sono note le
caratteristiche tecniche dell'organo primitivo all'epoca chiamato "Hydraulis";
questo termine è stato successivamente tradotto nell'espressione
"organo idraulico".
L'"Hydraulis" era
alimentato da aria compressa attraverso pompe manuali in recipienti
contenenti acqua, aveva una sola tastiera ed era già dotato di alcuni
registri. L'uso che se ne faceva era essenzialmente profano; in
particolare era impiegato durante gli spettacoli nei circhi.
Durante il primo millennio
dopo Cristo, al primitivo strumento alimentato tramite pressione fornita
dall'acqua iniziò a sostituirsi un nuovo tipo di organo, prototipo di
quello moderno e principio dell'evoluzione che sarebbe seguita nei
secoli successivi; ed è in quel periodo che l'organo iniziò ad essere
considerato dalla Chiesa d'Occidente come strumento liturgico,
contrariamente a quanto avvenuto in Oriente, ove ancora oggi l'organo a
canne mantiene la sua connotazione profana e non è ammesso alla
liturgia.
Risale al 757 d.C. una
delle prime testimonianze dell'uso dell'organo in chiesa. In quell'anno
l'imperatore Costantino V donò a Pipino, Re dei Franchi, un organo che
fu poi collocato nella chiesa di Compiègne dedicata a S. Cornelio
Martire.
Rispetto all'"Hydraulis"
negli organi dell'Evo antico ad ogni tasto corrispondevano diverse canne
in successione armonica che dovevano suonare sempre contemporaneamente,
senza alcuna possibilità di scomposizione tra le varie file con un
comando di registro.
Durante il Medio Evo la
tastiera, dalle notevoli limitazioni primitive dovute ad una
composizione di meno di due ottave, fu progressivamente sviluppata anche
fino a quattro ottave e i tasti, in origine simile a grandi leve,
assunsero la forma utilizzata ancor oggi. Ulteriori evoluzioni
fondamentali seguirono negli anni XIV e XV con l'introduzione della
pedaliera e la "riscoperta" (attraverso concetti e meccanismi
differenti ma efficienti ed utilizzati ancora ai nostri gironi) della
possibilità di dividere le sonorità attraverso il criterio del
registro.
Le conseguenze immediate di
tale riscoperta furono le profonde variazioni nella disposizione delle
canne sul somiere, che assunse uno sviluppo per file ordinate, in
maniera che ciascuna di essere fosse inseribile autonomamente.
Già prima del rinascimento
si delinearono le differenze costruttive che caratterizzano gli organi
della varie zone europee nel corso dei secoli recenti: in Italia, fin
verso la seconda metà dell'ottocento, rimane predominante un modello
d'organo di dimensioni spesso contenute, raramente con più di una
tastiera ma con divisione di molti registri in bassi e soprani, con
predominanza di sonorità trasparenti e cristalline dei Principali e dei
Ripieni; oltralpe si consolida il primato di organi di maggiori
dimensioni, articolati in vari piani e corpi sonori corrispondenti a
più tastiere, ove le sonorità dominanti possono essere quelle
severamente solenni delle "Mixturen" (Germania), quelle
brillantemente vivaci dei "Cornets" e delle "Trompettes"
(Francia) fino alla squillante grandiosità della "Trompeteria"
(Spagna), ossia delle trombe orizzontali in varie estensioni e
timbriche.
Artefici dell'evoluzione
dell'organo sino ai nostri giorni furono i numerosi artigiani organari
diffusi in tutta Europa; in particolare limitandoci ai principali
organari della tradizioni Italiana di scuola lombarda, citiamo per
l'importanza della loro opera le famiglie Antegnati di Brescia, Serassi
di Bergamo, Carrera di Legnano, Amati e Lingiardi di Pavia, Prestinari
di Magenta.
Parallelamente
all'evoluzione strutturale dell'organo si sviluppa un'immensa
letteratura musicale a cui accanto a numerosissimi autori minori,
collaborano autentici geni musicali quali Andrea e Giovanni Gabrieli,
Girolamo Frascobaldi, Johann Sebastian Bach, César Franck, Max Reger,
Franz Liszt,e in misura minore rispetto a quelli citati anche
Mozart, Brahms, Haydn e Mendelssohn-Bartholdy, i quali con la loro
impareggiabile arte hanno scritto stupende pagine di musica che ci
permettono di gustare la bellezza musicale dell'organo a canne, da
Mozart definito il "Re degli Strumenti". |