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INTRODUZIONE

 

ORGANO: grande  strumento musicale essenzialmente costituito da un sistema di canne, metalliche o di legno, diverse per grandezza secondo la loro intonazione, che sono collegate ad una camera d'aria; lo strumento è provvisto di una o più tastiere manuali e di una tastiera a pedali; quando si premono i tasti, si libera l'aria che dalla camera entra a forza nelle canne producendo l'emissione di suono, la cui intensità è regolata da un particolare meccanismo e il cui timbro è ottenuto da un sistema di registri, inseriti prima dell'esecuzione.

Già questa definizione fa capire, se per caso foste a digiuno, la complessità dello strumento di cui stiamo parlando, sicuramente il più completo assoluto.

L'Italia vanta una valida tradizione organaria con diverse botteghe artigiane cha hanno lasciato nel corso dei secoli, diciamo a partire dal cinquecento, interessanti manufatti posti pressochè totalmente nelle varie chiese che popolano il nostro territorio. Solo pochi esemplari trovano una collocazione esterna ai luoghi sacri, in genere nelle sale dei conservatori e delle scuole di musica. All'estero invece se ne possono trovare anche in altre sedi quali palazzi, musei, sale da concerto.

Anche le dimensioni sono un argomento da considerare, e possono variare in misura considerevole. Si parte da alcuni strumenti portatili composti da 3/4 registri e conseguentemente pochissime canne (ca. 200) fino a strumenti imponenti come quello ad esempio del Duomo di Milano composto da numerosi registri e da oltre 15.000 canne. All'estero ne esistono anche di dimensioni ancora maggiori, 6/7 tastiere, pedaliera e oltre 30.000 canne. 

In genere la prima cosa che colpisce e si ammira di un organo è la parte esterna, la cassa in cui è racchiuso e le canne frontali. Quest'insieme il più delle volte sono già un'opera d'arte come potete vedere qua sotto

 

ma che dire poi di quello che è nascosto - il vero cuore e anima dello strumento.

La costruzione si presenta sempre complessa. è un'operazione delicata e lunga che richiede studio, impegno, ingegno, conoscenze tecniche. La bottega organaria deve saper sfruttare al meglio la morfologia e l'acustica dell'ambiente che dovrà ospitare lo strumento. Studiarne i ritorni di suono, le correnti d'aria, i problemi architettonici e statici. Un'opera ben riuscita non è solamente uno strumento dalle caratteristiche tecniche e foniche corrette, ma è l'unione di queste all'ambiente che lo accoglie fino a crearne un'amalgama perfetta (cosa abbastanza rara).

Il vero fascino, oltre che sentirne il soave e a volte possente suono, è pensare alla capacità dell'uomo di progettare e costruire, soprattutto nei secoli scorsi quando la tecnologia non era così sviluppata e l'elettronica non esisteva, strumenti tanto belli quanto complessi. Faccio un'esempio su tutti. Le encomiabili botteghe organarie lombarde sono riuscite nell'800, badate quando si girava a cavallo e non esisteva la corrente elettrica, a creare una forma di preselezione - una sorta di memorizzazione-  dei registri da utilizzare durante l'esecuzione di un brano musicale - selezione variabile di volta in volta e utilizzabile  a piacere dell'organista con un unico comando. 

Non voglio tediarvi oltre nella descrizione o decantazione di questo strumento. Potere trovare nelle pagine seguenti, ulteriori informazioni tecniche, per chi non è del mestiere una visita guidata per vedere com'è fatto per conoscere i segreti e la complessità costruttiva, una rassegna di immagini di organi posti in Italia ed in Europa con una breve scheda tecnica ove disponibile, un'elenco delle prossime rassegne e concerti, e una serie di links a siti che trattano dello strumento e della sua musica. 

 

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Per informazioni e comunicazioni scrivere a: organo.a.canne@hotmail.it

Pagina aggiornata a giovedì 29 gennaio 2009